Nelle officine meccaniche e negli impianti industriali è frequente trovare accessori di sollevamento progettati e realizzati internamente, per esigenze produttive specifiche, es: bilancini, staffe, telai o attrezzature speciali…

Spesso le aziende dispongono delle competenze tecniche per realizzarli autonomamente: officine attrezzate e personale qualificato. Avendo queste risorse a disposizione, la costruzione interna viene considerata una soluzione rapida ed economica.

Un ragionamento comprensibile, ma che espone l’azienda ad un potenziale rischio che il più delle volte viene sottovalutato: un accessorio di sollevamento non è una semplice carpenteria. Per la Direttiva Macchine 2006/42/CE è una macchina e come tale deve essere trattato. Richiede quindi che sia accompagnato dalla corretta documentazione tecnica e da una dichiarazione di conformità, con conseguente marcatura CE.

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Accessorio sollevamento SAECON
Accessorio sollevamento SAECON
Renderizzazione grafica accessorio sollevamento

I rischi degli accessori di sollevamento non marcati ai sensi della Direttiva macchine 2006/42/CE

Non va dimenticato che in Svizzera l’OMACCH (Ordinanza sulle macchine) recepisce i principi stabiliti dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE, che da gennaio 2027 sarà sostituita dal nuovo Regolamento Macchine UE.

Anche gli accessori di sollevamento, che come detto sopra sono considerati delle macchine a tutti gli effetti, devono rispettare quanto previsto dalla normativa.

Utilizzare attrezzature prive di verifiche strutturali o marcatura può comportare conseguenze importanti, sia sul piano della sicurezza sia su quello delle responsabilità aziendali.

I principali rischi riguardano:

  • cedimenti strutturali durante il sollevamento;
  • portata reale differente da quella ipotizzata;
  • deformazioni permanenti nel tempo;
  • utilizzo improprio dell’attrezzatura;
  • assenza di documentazione tecnica;
  • responsabilità civili e penali in caso di incidente;
  • contestazioni durante audit o verifiche ispettive per l’ottenimento di certificazioni aziendali.

In molti casi il problema nasce dal fatto che l’accessorio “ha sempre funzionato”, senza che siano mai state effettuate verifiche tecniche sulla reale capacità di carico.

 Qual è il corretto iter di verifica?

La verifica di un accessorio di sollevamento non consiste soltanto in un controllo visivo. Il percorso corretto prevede diverse fasi tecniche.

Generalmente l’iter comprende:

  1. rilievo dell’attrezzatura esistente;
  2. analisi dell’utilizzo previsto;
  3. verifica strutturale della portata;
  4. eventuale progettazione o modifica del dispositivo;
  5. valutazione della conformità normativa;
  6. predisposizione della documentazione tecnica;
  7. marcatura CE finale.

Questo approccio permette di verificare che l’accessorio sia realmente idoneo all’impiego previsto e utilizzabile in condizioni di sicurezza.

Case study nel settore ferroviario

Nel settore ferroviario vengono spesso utilizzati dispositivi speciali per la movimentazione di vari oggetti, anche molto pesanti, soprattutto in occasione delle operazioni di manutenzione ai vagoni.

Nel caso in oggetto, a seguito di un’ispezione, è stata evidenziata la mancanza della marcatura CE per questo tipo di accessori.

Dopo una prima verifica, SAECON ha valutato con il Cliente che fosse opportuno procedere con la progettazione di un nuovo accessorio di sollevamento che garantisse il rispetto di tutti i requisiti essenziali di sicurezza applicabili previsti dalla Direttiva Macchine.

Il progetto ha previsto:

  • rilievo dimensionale presso cliente;
  • progettazione CAD;
  • verifica strutturale FEM secondo norma EN 13155:2009;
  • documentazione tecnica secondo Direttiva macchine 2006/42/CE;
  • realizzazione dell’accessorio di sollevamento presso officine meccaniche partner certificate;
  • marcatura e dichiarazione CE di conformità a nome SAECON.

I progettisti si sono basati sui vecchi modelli di accessori ideandone uno completamente nuovo e più efficiente.

SAECON si è fatta carico anche della marcatura dell’accessorio, diventandone il fabbricante.

👉 L’obiettivo non era solamente ottenere un dispositivo funzionale, ma garantire che la struttura fosse sicura, verificata e conforme ai requisiti normativi e di legge.

Il caso tipico: entriamo in un’officina meccanica

Situazioni analoghe sono molto comuni anche nelle officine meccaniche.

Un esempio frequente riguarda vecchi bilancini modificati nel tempo oppure sistemi di presa realizzati adattando componenti già presenti in azienda. Spesso vengono aggiunti punti di ancoraggio o rinforzi senza una reale verifica tecnica delle nuove condizioni di carico.

In questi casi, anche una modifica apparentemente semplice può cambiare il comportamento strutturale dell’accessorio e invalidarne la sicurezza.

Verifica strutturale e marcatura: perché sono fondamentali

La verifica tecnica degli accessori di sollevamento non deve essere vista come un adempimento burocratico, ma come uno strumento concreto di prevenzione del rischio.

Attraverso attività di verifica strutturale, progettazione, adeguamento tecnico e marcatura, SAECON supporta le aziende nella gestione corretta degli accessori di sollevamento, assicurando conformità e maggiore sicurezza operativa.

 

I campanelli di allarme da non sottovalutare

Nella vostra officina avete degli accessori di sollevamento che utilizzate quotidianamente da anni?

Ecco alcuni punti da verificare per evitare che il personale possa correre dei rischi e, di conseguenza, anche il datore di lavoro.

Attenzione se: 

  • non è presente alcuna targhetta identificativa con marchio CE applicato;
  • manca la dichiarazione CE di conformità;
  • l’attrezzatura è stata modificata nel tempo;
  • non è mai stata eseguita la valutazione dei rischi;
  • sono stati aggiunti golfari o punti di presa;
  • la struttura presenta deformazioni o saldature aggiunte;
  • non è chiara la portata massima utilizzabile;
  • il dispositivo è stato costruito internamente senza calcoli strutturali e non è stata predisposta la relativa documentazione tecnica, comprendente fascicolo tecnico e manuale d’uso e manutenzione.

 

Anche modifiche apparentemente minime possono alterare la distribuzione dei carichi

e compromettere la sicurezza dell’intero sistema.

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